domenica 14 agosto 2011

Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) - Piergiorgio Odifreddi

Già dal titolo si capisce che è un libro che farà discutere: un libro scomodo per chi ripone la sua fede nella Chiesa Cattolica. Piergiorgio Odifreddi, matematico di successo a livello internazionale, analizza molte delle controversie del Cristianesimo partendo dalle sue basi, dalla Bibbia e dai Vangeli.  Odifreddi vuole riesaminare i testi sacri da un punto di vista logico-deduttivo e non da un punto di vista teologico che ha portato ad un'interpretazione del tutto fuorviante degli stessi testi.

Nel primo breve capitolo, Cristiani e Cretini, descrive tramite le parole dello stesso Gesù "Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei Cieli" un'intera religione usando la semplice logica: "[...] essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo: perché come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un'intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini". 

Inizia adesso l'analisi dell'Antico Testamento e vengono messe in risalto le contraddizioni dello stesso e le fatiche della stessa CEI (Conferenza Episcopale Italiana) a giustificarle. In particolare non si capisce come può un Dio creatore degli essere umani, a cui rivolge tutto il suo amore, creare un popolo eletto per poi aiutarlo nella conquista della Terra Promessa tramite distruzione, saccheggi e violenze su intere città e quindi su altri esseri umani. Degni dell'analisi di Odifreddi sono anche i Dieci Comandamenti, che forse proprio dieci non sono. Si lascia l'Antico testamento per arrivare ai Vangeli e agli Atti, dove le discordanze si fanno ancora più importanti in quanto riguardano la vita di Gesù e la successiva Risurrezione.
Si passa poi al particolare che più ci riguarda, ovvero al Cattolicesimo, vista come la più integralista e conservatrice fra tutte le dottrine cristiane.
Molti saranno gli altarini, svelati dall'autore, della Chiesa Cattolica atti governare un popolo per millenni e a condannare anche le discordanze meno importanti di alcuni passi biblici marginali. Chiaramente questi "nuovi pensatori" verranno bollati come eretici e in quanto tali perseguitati anche fino alla morte. Del resto l'autore ha una chiara visione della relazione Cristianesimo-Sviluppo occidentale "Così come, se volessimo dimostrare che il cristianesimo ha costituito non la molla o le radici del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno o le erbacce che ne hanno consistentemente soffocoto lo sviluppo [...]. E per evitare che questa storia si potesse troppo facilmente dismettere come "cosa di altri tempi" dovremmo ricordare che anche la nostra epoca ha le sue crociate e le sue inquisizioni: perché conquistare i pozzi di petrolio dei Musulmani, o fare referendum contro le biotecnologie, non è troppo diverso dal liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, o processare l'eliocentrismo." 

Ma le critiche non finiscono qui, anche personaggi storici tanto amati come Padre Pio, Giovanni Paolo II o Madre Teresa di Calcutta sono analizzati rompendo la visione canonica che li vede come santi. Anche l'odierno Papa Ratzinger è stato preso di mira, in particolare per la lettera De Delictis Gravioribus (Riguardo i delitti più gravi) del maggio 2001, dove affermava che la disposizione sul silenzio riguardo ad abusi sessuali da parte di ecclesiastici è ancora in vigore e soggetta a "segreto pontificio". Tale lettera portò successivamente alla sua incriminazione da parte della Corte distrettuale del Texas. L'indagine su poi interrotta da forze maggiori per evitare incidenti diplomatici. 

Aldilà di ogni possibile visione del Cristianesimo e del Cattolicesimo e nonostante l'ironia dell'autore che spesso massimizza alcuni concetti e posizioni, il saggio è di tutto riguardo: le idee dell'autore sono frutto di uno studio approfondito (è infatti impossibile conoscere con esattezza certi particolari se non si è veramente informati) e di ricerche. I passi criticati sono tutti elencati se il lettore avesse il desiderio di ricercarli direttamente nei testi sacri, così come i fatti storici sono tutti documentati e citati nel libro. Così facendo Odifreddi rende il suo saggio molto più credibile e meno attaccabile da critiche insensate.
L'unica critica che si può muovere al saggio è quella di dimenticarsi dei principi sul quale si muove (o meglio dovrebbe muoversi) il Cristianesimo tutto: dalla solidarietà alla fratellanza tra popoli.

Sicuramente un libro che può far discutere molti, ma del resto credo che almeno i fatti storici e le contraddizioni della Bibbia debbano essere conosciuti in particolar modo dai credenti. Bisogna rompere il muro di omertà su certi fatti e iniziare a conoscere la verità sulla base della quale, soltanto dopo, potremmo farci una nostra personale idea e quindi una nostra visione spirituale. 


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