lunedì 22 agosto 2011

L'Ipnotista - Lars Kepler



Erik Maria Bark è l'ipnotista più famoso di tutta la Svezia. Viene svegliato durante la notte dal commissario di polizia criminale, Joona Linda, per recarsi urgentemente a all'ospedale, il dovere di medico lo chiama. All'ospedale c'è un ragazzo, Josef Ek, ferito gravemente, unico testimone della strage della sua famiglia e la polizia teme per sua sorella Evelyn che risulta irreperibile. E' necessaria un'ipnosi per Josef per ricordare cosa è successo esattamente in quei terribili attimi, ma la richiesta del commissario Joona Linda fa vacillare Erik: ha promesso dieci anni fa di aver chiuso con l'ipnosi, ma l'ha promesso soprattutto a se stesso. La decisione è difficile, ma c'è una vita da salvare e non può tirarsi indietro. Qualche giorno dopo suo figlio verrà rapito e inizieranno i suoi peggiori incubi presenti e passati...

Perché il passato non è morto è sepolto, in realtà non è neppure passato, per dirla con Faulkner. Ogni piccolo accadimento del passato condiziona il soggetto anche nel presente. Ogni esperienza pregressa influenza in qualche modo le scelte di ciascuno - e nel caso di esperienze traumatiche, il passato fagocita il presente.

E' un thriller e come tale deve essere giudicato, e quindi un giudizio nettamente positivo. La suspance regna in ogni capitolo e la voglia di continuare è tanta, la trama è quanto mai originale e avvincente e sicuramente sono punti a favore del libro; tuttavia mi sarei aspettato qualcosa in più. Dal titolo ci si aspetterebbe qualcosa di più, una trama basata sulle ipnosi e sulla psichiatria che risulta solo in parte rispecchiata, forse le storie parallele assumono troppa importanza rispetto al filone principale. Un dettaglio che non si riesce bene a capire è come abbiano fatto due pazienti in condizioni giudicate gravi dai medici (non posso svelare molto di più!) ad alzarsi e compiere azioni quantomeno impegnative.
In ogni caso il giudizio resta positivo; le parti di ipnosi sono descritte molto bene, così come i paziente, di cui però manca un vero resoconto del loro passato. Gli stessi pazienti curati risultano meglio descritti rispetto ad alcuni personaggi di primo piano, punto a favore del romanzo per chi, come me, vorrebbe un ampio spazio dedicato all'ipnosi; di svantaggio in generale dato che denota qualche mancanza nel carattere dei personaggi principali. Interessante è la relazione tra Erik e sua moglie Simone, che seppur non cercata dal lettore in un romanzo del genere, risulta assolutamente gradevole e  conferisce al romanzo qualcosa in più.

In generale un buon thriller, da cui personalmente mi sarei aspettato di più in quanto pubblicizzato e ripubblicizzato. Ha tutte le caratteristiche essenziali di un giallo senza eccedere in nessuna in particolare. Sicuramente c'è di meglio sul mercato, ma di certo non è libro da sconsigliare o denigrare.

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