sabato 30 ottobre 2010

Acciaio - Silvia Avvallone

 Due ragazze quasi quattordicenni, Francesca e Anna, vivono nei palazzi popolari di Piombino città industriale che si affaccia sul Mar Tirreno e fa da transito per la meravigliosa Isola d'Elba. E' proprio quest'isola che è il sogno delle due amiche che sono relegate alla dura realtà delle acciaierie di piombino che le intrappolano in un mondo di violenza e povertà. La dura vita del quartiere che soffoca famiglie intere, porta le due amiche a unirsi sempre più ma arriverà. Il tempo corre e le soglie dell'adolescenza sono ormai varcate. Iniziano le prime avventure di sesso droga e amore e tutte le difficoltà adolescenziali che un quartiere degradato porta con sé. In famiglia le cose non sono migliori: il padre di Francesca è un operaio violento che, spinto dalla gelosia verso la figlia, non si ferma alle parole e la massacra di botte, stessa sorte per la madre della ragazza; il padre di Anna, invece è un uomo del tutto assente dalla famiglia e fuori da ogni legalità dello Stato. Centro della vita di ogni giorno, per tutte le famiglie del quartiere, sono le acciaierie Lucchini che sono una presenza onnisciente per tutto il romanzo.

Un romanzo di moda, pubblicizzato e pompato per arrivare alla ribalta mediatica. E come arrivare a così tanto successo? Semplice: infilare nel romanzo tutti gli argomenti che vanno di moda ed avremmo minorenni che lavorano in night (anche se tutto sommato non così raro), morti bianche sul lavoro, il papà cattivo che picchia figlia e moglie, i ragazzi che si fanno di eroina all'angolo della strada così come gli operai per raggiungere la fine della loro giornata di lavoro, la mamma comunista e il fratello berlusconiano, il desiderio di fuga di ogni adolescente, l'ossessione per il sesso di tutto il mondo giovanile e infine i gatti mutati geneticamente per colpa delle fabbriche: et voilà, toccati tutti gli argomenti socialmente appetibili. Il libro arriva a essere un romanzo politicamente schierato, ma soprattutto, in balia di mode che lo rendono del tutto inappetibile e irrealistico, soprattutto se consideriamo che l'anno degli avvenimenti che sarebbe il 200. Del resto l'importante sono le vendite e, quindi, l'obiettivo è presto raggiunto grazie anche ai numerosi premi raggiunti.
Diventa inutile parlare di stile dell'autrice quando i contenuti sono talmente stereotipati da rendere il romanzo una gran bella montatura. Sembra quasi un collage dei reportage di Barbara d'Urso, tutti così terribili e violenti che alla fine i reali contenuti sono del tutto assenti.

Un libro forse adatto agli adolescenti tanto inclini alle mode e tendenze del tempo, ma alla fine pieno di stereotipi inconcludenti. Tenetevi alla larga dal libro, risparmierete tempo da dedicare a romanzi più belli e più credibili.
E non chiedetemi come ha fatto a vincere il Premio Strega perché proprio non so rispondere; a meno che anche quello non sia politicamente, ma soprattutto, mediaticamente manipolato.

Destinazione Inferno - Lee Child


Questa volta Jack Reacher si trova a Chigaco in una splendida giornata di sole e si appresta ad aiutare una giovane donna con le stampelle quando entrambi vengono rapiti, caricati in un furgoncino e legati l'uno all'altra per duemila miglia lungo l'America. Jack scoprirà che la giovane donna è Holly Johnson. agente dell'FBI in incognito, ma dietro c'è di più: perché mai viene rapita una semplice agente dell'FBI? E dopo tre giorni di viaggio l'idea di Reacher è chiara: Holly non è una semplice agente. L'FBI intanto inizia le ricerche di Holly, ma non ci sono troppi indizi e trovarla non sarà facile e richiederà del tempo.
La destinazione è un piccolo paese tra i boschi e sembra tutto organizzato per il rapimento. Quello che Reacher dovrà affrontare questa volta è un intero gruppo di fanatici senza rischiare la vita di Holly.
Come negli altri libri di Lee Child il protagonista è l'ex agente della Polizia Militare, Jack Reacher che come al solito si trova nel momento sbagliato al posto sbagliato. Si rivelerà ancora una volta un maestro di azione e di psicologia. Ma buona è anche la descrizione di tutti i personaggi secondari, prima tra tutti Holly. Il ritmo fin dalle prime pagine è veloce e le scene descrittive non sono mai noiose; i colpi di scena sparsi per tutto il libro tengono il lettore sempre attento ai minimi particolari e incollato al libro per tutte le sue quasi cinquecento pagine.

Un altro giallo all'altezza di Reacher che mantiene la promessa facendoci attendere il finale come sempre. Un thriller ben sviluppato e raccontato.

venerdì 29 ottobre 2010

La sfida del secolo - Piero Angela

Su che cosa si basa l'economia mondiale di oggi e la vita di ogni singolo individuo? Sull'energia e sulle materie prime per produrla. Pensate a un mondo senza energia: in primo luogo non sarete davanti a un pc, e magari non ascolterete la musica che state ascoltando; ma neanche televisioni o piastre elettriche in cucina, ma neanche fornelli elettrici o automobili o ancora cibo al supermercato di ogni tipo. In un mondo che cresce l'energia viene sempre più divorata, soprattutto dai paesi emergenti e lo scenario mondiale non è di certo incoraggiante con stati come l'India e la Cina che si affacciano sul mercato mondiale e che aumenteranno esponenzialmente i propri consumi: e ricordiamoci che Cina e India corrispondono, come numero di abitanti, a più di cinque Europe.
E allora come soddisfare il bisogno energetico di tutti? Una risposta ancora non c'è, ma Piero Angela in questo libro analizza ogni possibile soluzione in un viaggio tra tutte le fonti energetiche: dal petrolio al nucleare passando per il solare e l'eolico. Si scoprirà, quindi, quanto i progetti dei più accaniti ambientalisti siano irrealizzabili economicamente o quanti morti nelle centrali di gas e nelle miniere di carbone ci sono al giorno d'oggi. Non mancherà un'analisi approfondita sul nucleare e sui suoi rischi sicuramente amplificati dai media, o per lo meno amplificati rispetto ai morti su incidenti delle altre centrali elettriche; in ogni caso il futuro sembra appartenere alla centrale a fusione nucleare, unica vera centrale che riuscirà probabilmente a soddisfare il nostro sempre più estremo bisogno di energia.

Un ottimo libro di informazione sulla questione energetica. Attraverso lo stile fluido Piero Angela riesce quasi a fare un colloquio con il lettore informandolo riguardo a costi, rischi e reale impatto ambientale di tutti i tipi di centrali energetiche. Un libro adatto a tutti: dalle medie alle università, che vuole avvicinare i lettori alla questione energetica che in un futuro molto prossimo sarà una grande sfida per tutti gli stati e le culture; del resto il petrolio non potrà durare per sempre e forse è meglio correre ai ripari il prima possibile...

giovedì 28 ottobre 2010

Zona Pericolosa - Lee Child


Prima avventura di Jack Reacher, anche se non in ordine cronologico.

Jack Reacher approda a Margrave, una minuscola cittadina della Georgia, quasi surreale per la sua prefezione: strade asfaltate alla perfezione senza alcun rifiuto di minimo genere, case dipinte con giardini verdeggianti, infrastrutture nuove e efficienti; tutto sembra andare alla perfezione a Margrave. Ma il ruolo da turista di Reacher a Margrave dura veramente poco: trenta minuti e viene arrestato con l'accusa di omicidio di cui non sa assolutamente nulla. Viene prima trattenuto nella caserma di Margrave e poi gentilmente fatto alloggiare nella sezione di condannati a morte e ergastolani al carcere insieme a un giovane uomo terrorizzato che non riesce neanche a parlare. Dopo una notte movimentata in carcere vorrebbe solo andarsene da quel luogo, ma presto scoprirà che la vittima dell'omicidio non è una persona qualunque ma suo fratello; deciderà di fare giustizia, la sua giustizia, e andare fino in fondo alla faccenda cercando di capire cosa si nasconde dietro a una città così perfetta come sembra essere Margrave.

Il primo giallo di Lee Child e la prima avventura di Reacher e probabilmente la più bella insieme a Niente da Perdere. Un libro che ti cattura già dalle prime pagine con la sua narrazione veloce resa molto più efficace grazie alle numerose azioni dove spesso si ricorre alla più cruda violenza. Già in questo giallo Jack Reacher ricopre il solito ruolo di eroe giustiziere e si inserirà di prepotenza nei grandi personaggi di collane dei gialli. Un libro assolutamente spettacolare tra violenza e omertà alla ricerca di una verità nascosta di cui nessuno sembra sapere niente. Probabilmente il giallo che più mi ha catturato e che merita veramente di essere letto, e riletto.

Il Predatore - Ingrid Black


Dopo cinque anni Dublino è ancora il terreno del serial killer Ed Fagan, o così sembra. Il killer che ha terrorizzato Dublino uccidendo cinque prostitute nel giro di una settimana ha annunciato il suo ritorno tramite una lettera seguita da una nuova prostituta uccisa. L'ex agente speciale dell'FBI, Saxon, viene contattata dalla polizia locale come esperta: fu proprio Saxon a dare la caccia al serial killer cinque anni prima. Tutto sembra far ipotizzare un nuovo ritorno di Ed Fagan: dalle vittime degli omicidi, tutte prostitute; alle citazioni bibliche in ogni scena del crimine; al modus operandi degli omici. Ma Saxon sa che tutto questo non può essere vero, non può essere Fagan e non può dimostrarlo se non vuole svelare il suo segreto. Chi può allora conoscere tutte le tecniche di Ed Fagan e imitarlo alla perfezione senza lasciare alcuna traccia? Le vittime si susseguono precedute da lettere senza alcun senso apparente, ma il killer non lascia alcuna traccia svanendo nel nulla, anzi induce la squadra a dubitare gli uni degli altri...Saxon sa che non può essere Ed Fagan, ma dimostrarlo sarà difficile e catturarlo ancora di più.


Un libro assolutamente non eccezionale: un inizio noioso che a fatica ho superato anche se a metà racconto inizia a farsi più intenso così come la suspence. Il personaggio di Saxon è poco credibile: una ex agente speciale con problemi di alcool passati e fumatrice di sigaro che senza alcuna arma tenta di dare la caccia al killer di prostitute: poco credibile o per lo meno poco entusiasmante. I personaggi secondari non hanno un loro carattere proprio ma agiscono quasi come comparse, tranne due o al massimo tre. Il racconto, tuttavia, nel finale si fa più intenso e veloce forse anche allo stile che diventa pian piano sempre meno descritto e più diretto. Il finale è buono e in ogni caso all'altezza di un romanzo non eccellente. Recensioni come "Un libro forte, pieno di dettagli inquietanti, che prende alla gola" Bookseller o "Una trama che non dà respiro con falsi indizi e insospettati colpi di scena che vi porteranno, come la protagonista, a sospettare di chiunque" The Sunday Times e infine "Il romanzo d'esordio di Ingrid Black eccellente. Ben congegnato, arguto e intelligente, tiene il lettore incollato alla pagina" Irish Independent sono a dir poco pompati così come il titolo del libro che risulta non compensante le mancanze del libro.

Un libro non proprio consigliabile visto che sul mercato c'è molto meglio, ma considerando che è romanzo d'esordio di Ingrid Black non posso dare un voto completamente negativo. Un libro discreto ma senza alcuna eccellenza.

martedì 26 ottobre 2010

Il deserto dei tartari - Dino Buzzati

Il romanzo parla del giovane tenente Giovanni Drogo che viene trasferito, in giovane età, nella lontana fortezza Bastiani. Già prima dell’arrivo in fortezza, conoscendo il capitano Ortiz, viene a sapere che la fortezza non è proprio il luogo che tutti i giovani sognano: un posto isolato e trasandato dimenticato dagli stessi ufficiale e del tutto inutile. Si dovrà, però, insidiare e già dopo qualche giorno chiede al maggiore Matti il permesso di poter abbandonare il luogo per la sua inospitabilità, ma dovrà attendere un periodo di quattro mesi. Deciderà tuttavia di posticipare il suo rientro a casa di qualche tempo nella speranza che qualcosa accada, ma non si accorge che la fortezza lo sta catturando e pian piano si ritroverà imprigionato tra le sue mura, fuori dal resto del mondo e dal suo stesso paese…ma qualcosa dovrà pure accadere in quell’interminabile deserto che sembra così inutile.
Il romanzo di Dino Buzzati, scritto nel 1940, è uno dei più famosi della letteratura italiana. Il suo stile semplice e diretto, forse troppo, lo rende di facile comprensione a qualsiasi lettore; e la continua suspence causata dalla consapevolezza dello stesso personaggio che prima o poi qualcosa deve accadere, rende il libro davvero interessante. La figura di Giovanni Drogo, protagonista principale, è quella di un vero eroe morale anche se troppo legato alla vita quotidiana dell’esercito, alla sua ripetitività sia nei gesti che nelle parole e alla monotonia del giorno. Ma è anche la vera vittima del libro perché, tornato al suo paese per un congedo di due mesi, si accorge che la vita è andata avanti lasciandolo indietro: nessuno al suo paese ha più bisogno di lui. I migliori amici sposati o trasferiti, i conoscenti diventano del tutto indifferenti alla sua presenza, la stessa madre sembra quasi disconoscere il figlio; e quindi capirà che la sua vita non è più nel suo paese ma nella fortezza: era un militare e lo sarà stato per sempre.
Il tempo sembra scorrere inesorabilmente in un ambiente tra il surreale e il metafisico dove la monotonia di ogni giornata è scandita dalla solita routine militare, anche se tra gli stessi militari la speranza che qualcosa stia per accadere si trasforma quasi in consapevolezza.
Un libro che fa riflettere, che ci esprime l’idea della vita e del tempo dello stesso autore e che non può lasciarci indifferenti. La lentezza della narrazione non è una scelta casuale, ma fa parte dello schema dell’autore per esprimere le proprie idee e farci riflettere creando l’atmosfera che caratterizza tutto il romanzo. Un libro classico della letteratura italiana che merita di essere letto e vuole far riflettere sulla vita e su tutto quello che ci circonda attraverso la vita di un personaggio come tanti: non un vigliacco ma neanche un eroe, semplicemente uno come tanti, come noi.

lunedì 25 ottobre 2010

Il destino del leone - Wilbur Smith


Il primo romanzo di Wilbur Smith, uno tra i più grandi scrittore dei nostri tempi, che nel 1964 diventa famoso grazie a questa opera; vero colosso tra i romanzi.

Il libro narra la vita si Sean Courtney fin dall'infanzia e di suo fratello Garrick, ferito gravemente alla gamba per errore dallo stesso fratello. Seguiremo le sue avventure mentre da allevatore diventerà uno delle persone più ricche del Sudafrica affermandosi come proprietario di molte miniere d'oro insieme all'inseparabile amico Duff. Ma presto perderà tutto: soldi onore e soprattutto l'amico di sempre Duff; ma il suo è il destino del leone e non si fermerà facilmente alla prima difficoltà...tornerà alla sua passiona: alla vita all'aria aperta e diventerà cacciatore di elefanti per il prezioso avorio e arriveranno ricchezze, ma soprattutto libertà e l'amore. Al suo fianco ci sarà il suo federe Mbejane, guerriero Zulu, che nei momenti più difficili saprà consigliare la giusta via a Sean e darà anche la sua vita per salvarlo.

Un romanzo di altri tempi: il vero protagonista non è Sean ma l'Africa...terra immensa derubata da tutte le ricchezze: dall'oro all'avorio agli animali. Un periodo nel quale l'Africa è stata saccheggiata da uomini che la vedevano come una fonte di guadagno inesauribile. Ma Sean è diverso: ama la libertà e dopo uno stile di vita che non era il suo presso le miniere d'oro si dedicherà alla libertà più assoluta vagando per le interminabili praterie dell'Africa, assaporando l'aria di un continente ancora primitivo e tutto da scoprire. Il suo sarà una vita formidabile dove affronterà prove terribili e solo grazie al suo impegno e alle sue capacità riuscirà a superarle e a compiere il suo destino.

Lo stile di Wilbur è inconfondibile e tocca l'apice in questo libro. Il personaggio di Sean è descritto in maniera eccelsa e raffigura un vero uomo che sa quello che vuole e sa come ottenerlo, ma il vero talento di Wilbur è la descrizione del proprio continente: ampli sono gli spazi dove il lettore è lasciato solo con l'Africa attraverso i suoi cieli di un azzurro infinito e le praterie interminabili e aride. I personaggi sono quasi di contorno alla vera bellezza del libro che è incentrata nell'ambiente africano, e questo nonostante non sia un romanzo di tipo descrittivo e la trama è molto più che valida.

Un libro colossale letto oramai da anni che è rimasto nel cuore. Probabilmente il migliore libro che abbia letto e il più completo sotto molti punti di vista. Se amate il genere avventuriero questo libro non deve mancare nella vostra biblioteca. Un libro che ha portato alla scrittura di molti altri seguendo il genere e inaugurando tutta la saga dei Courtney e Sean sarà il capostipite, non come genealogicamente parlando, ma poiché ha dato vita a tutta questa meravigliosa saga.

domenica 24 ottobre 2010

Vivere da celiaco

cronache della mia esperienza senza se e senza ma...



Forse è proprio questa la faccia che avete fatto quando vi siete accorti della vostra "malattia", o di quella di un vostro parente amico o conoscente...forse vi domanderete come si fa a vivere una vita senza pane, pasta, pizza e birra; forse penserete che se capitasse a voi non sapreste proprio rinunciare ai piaceri della vita. E' quello che mi sono chiesto io durante il viaggio di ritorno dall'ospedale quando mi è stata diagnosticata: "cosa mangerò, le cene con i miei amici, le pizze, gelati e tutto il resto?!?", quasi come se il mondo mi stesse crollando addosso...
Ma quando si è celiaci bisogna adattarsi, e forse è proprio questa la grande capacità dell'uomo rispetto agli animali: adattarsi a tutti i cambiamenti. E' vero, il primo periodo è difficile: non si conoscono gli alimenti più buoni, si ha il terrore che il glutine sia onnipresente quasi fosse un dio malvagio, si evitano uscite con gli amici per paura delle prese in giro e non si esce a cena con loro perché non si sa cosa mangiare...sembra quasi che il morbo celiaco sia una malattia talmente grave da gettare in depressione tutti i paziente. Nulla di più falso!!!
Forse avrete già fatto un giro tra siti e blog che parlano di quest'argomento e avrete sentito che molti parlano di possibili complicanze psicologiche, non proprio da sottovalutare, che porterebbero all'emarginazione e alla depressione della persona, soprattutto del ragazzo adolescente.
Ma sono tutte cavolate!! o per lo meno, lo sono per una persona equilibrata mentalmente, che si accetta per quello che è ed accetta anche il suo nuovo stato. Una volta abituati non si avrà alcun tipo di problema ad evitare un bombolone in pasticceria o una pizza dal fornaio. E questo perché? perché ci si è adattati, perché si è capito il problema. Le persone che devono ricorrere a psicologi, che si deprimono, che si sentono umilate se vengono prese in giro dai loro amici e conoscenti sono persone che già stanno male con loro stessi: avrebbero avuto di sostegno psicologico per un motivo ben diverso: non sanno accettare la propria persona. La celiachia diventa un capro espiatorio per la loro personalità fallita: si va a incolpare la malattia per il loro stato di malessere generale; e lo dico con coscienza di causa poiché pure io ci sono passato visto che mi è stata diagnosticata la celiachia a 15anni, in piena adolescenza.
E poi perché sono cambiato? E' sopraggiunta la maturità, l'ho accettata e anzi mi ha aiutato a vivere meglio, e non solo per il fatto che il glutine è tossico per il mio fisico; ho, infatti, acquisito una coscienza alimentare che probabilmente non tutti hanno. Non sono diventato un dietologo, ma ho capito che mangiare bene è un vero piacere della vita e che non vi è alcun collegamento con il glutine: si mangia bene anche senza pane, pasta e pizze tradizionali. E tutto questo, abbinato a una discreta forma fisica aerobica, porta davvero a un passo dalla felicità con il proprio corpo: ci si sente in forma e felici: se accettata la propria condizione non si fa nessuna fatica a non mangiare un alimento non accettato dal proprio corpo. Ho iniziato a mangiare, di mia spontanea volontà, alimenti che prima neanche mi sognavo di assaggiare perché rifiutavo completamente: si può trovare buono anche un piatto di sole verdure ed ortaggi rispetto che alle abbuffate di pasta che si facevano un tempo. Si iniziano a sperimentare nuove ricette e si impara anche a cucinare...
E le uscite con gli amici continuano tranquillamente... Al ristorante si ordina una grigliata di carne, un risotto, o qualche tipo di verdura allettante e si è felici lo stesso; una cena con gli amici non è bella per quello che si mangia ma per la compagnia che si ha!
I vari snack o i piaceri della vita come un buon gelato? Ho imparato a farne a meno la maggior parte delle volte: che senso ha mangiare una merendina, adesso molte gustosissime anche per celiaci; a metà pomeriggio o mattinata quando si potrebbe mangiare più a pranzo o cena, e soprattutto meglio? nessuno...l'unico ostacolo sono i "gelati" che in ogni caso molti sono già venduti senza glutine dalle stesse gelateria artigianali, mentre quelli a stecca sono quasi tutti senza glutine. Ma alla fine ci si rende conto che se il piacere della vita è prendersi un gelato, beh diciamo che si è messi un pochino male...
E gli alcolici? un motivo in più per non usarne visto che distruggono il fegato. In ogni caso il vino non contiene glutine quindi l'unico buono è salutare ci è ammesso, cosa potrebbe fregarci degli altri?

In conclusione, la diagnosi della celiachia e il conseguente trattamento mi ha portato giovamento non solo a livello strettamente medico, ma soprattutto a carattere mentale. Sono diventato più forte caratterialmente, ho imparato cosa significa stare in forma (anche se molte volte non ci riesco per mancanza di tempo e voglia), ho imparato a mangiar bene e a capire i miei limiti e ho trovato anche un livello di benessere psico-fisico che prima non potevo avere.
Non ci spaventiamo di noi stessi, siamo quello che siamo e bisogna in primo luogo accettarci per trovare la nostra strada e la nostra felicità. I veri problemi della vita sono altri; concentriamoci su quelli. La celiachia è solo un'ostacolo da affrontare, e quando si sarà vinto ci si domanderà come si faceva ad avere certi pensieri e ci sentiremo ridicoli per come eravamo prima....

Il Nemico - Lee Child


E' il 1990, e Jack Reacher è ancora detective della Polizia Militare; ma le acque iniziano a intorpidirsi: con la caduta del Muro di Berlino e la conseguenza fine della Guerra Fredda il governo degli Stati Uniti d'America ha deciso di tagliare i fondi alla polizia militare. E tutto questo non è che solo l'inizio: qualcuno ai piani alti crede che il vero pericolo è all'interno: un generale che dovrebbe trovarsi in Germania, viene ritrovato ucciso in un misero motel statunitense privo di quei documenti top secret che portava con sé. E quando Reacher, insieme alla sua bella collega, andrà a dare notizia alla consorte ci sarà un altro cadavere ad aspettarlo. Quando, a causa delle domande inconvenienti di Reacher, un membro delle forze speciali viene trovato ucciso i compagni accusano lo stesso Reacher che giocherà più dalla parte del detective, ma dovrà provare la sua innocenza nei confronti della squadra speciali; e ha solo una settimana di tempo. Le vicende scorrono veloci, il tempo è breve e Reacher deve trovare il vero nemico, e alla svelta.

Il primo romanzo che ci descrive un'inchiesta di Jack Reacher quando ancora lavorava nella Polizia Militare, non è quello maturo e invincibile delle successive avventure, ma più umano e meno eroe. Lo stile, come negli altri libri di Lee Child, è scorrevole quasi come un film; i personaggi descritti in maniera dettagliata e la narrazione in prima persona ci porta direttamente nel vivo del racconto. Un ottimo giallo, diverso dalle altre avventure di Reacher, più umano; forse il libro migliore per iniziare tutta la saga.

sabato 23 ottobre 2010

A Prova di Killer - Lee Child


Altra racconto riguardante Jack Reacher, ex ufficiale della Polizia Militare e ora vagabondo, che stavolta ha a che fare con i piani alti di tutto il sistema. Convinto da un'agente dei servizi segreti, M.E. Froelich, Reacher deve provare ad uccidere il Presidente degli Stati Uniti d'America. Ma è solo una simulazione per Reacher, il tutto serve per trovare eventuali falle del sistema di sicurezza al servizio del Presidente, ma qualcuno sta veramente mirando al Presidente, qualcuno vuole ucciderlo e Jack lo sa, e deve assolutamente scovarlo per fare giustizia.

Un altro thriller avvincente della saga di Jack Reacher, ancora una volta Jack affronta una sfida impossibile; ogni volta sembra raffigurare l'eroe svogliato che si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato; ma solo Reacher poteva riuscire in questa missione e lui avrà il compito di salvare il Presidente. Ancora una volta un romanzo avvincente dove violenza, azione, romanticismo e giustizia si mescolano creando un giallo adatto a tutto il pubblico, maschile e femminile. Ancora una volta Reacher raffigura l'eroe: duro con i violenti e romantico con le donne, e ancora una volta è a caccia di quella giustizia che sente di dover ricercare e attuare; lo sente nel suo profondo perchè Reacher salda sempre i conti.

Come in ogni altro romanzo di Child lo stile è veloce e il libro si porta volentieri e velocemente alla fine; la violenza e l'azione di alcune scene movimentano il tutto facendo volare alcuni capitoli in men che non si dica, il romanticismo che Child ha inserito si rivolge anche a un pubblico femminile sfatando la leggenda che un thriller possa essere rivolto solo al genere maschile. L'intento di Lee Child però non è quello di vendere il suo libro, racconta infatti le avventure di un quasi eroe in un mondo del tutto normale: non si cerca l'originale o l'artificioso, l'ambiente descritto è quello di tutti i giorni. Anche i personaggi descritti sono quelli di tutti i giorni, nel senso che tutti hanno una loro personalità complessa e nessuno manca di personalità. Un romanzo tutto completo che ruota attorno a personaggi del tutto reali e al punto fermo Jack Reacher pronto a combattere per la sua giusta causa.

venerdì 22 ottobre 2010

La culla vuota - Mary Higgins Clark


Katie DeMaio, sostituto procuratore, è in ospedale a causa di un incidente automobilistico che le ha causato delle perdite di sangue. Le vengono somministrati dei tranquillanti che, però, non sortiscono l'effetto sperato, Katie vede un uomo caricare sul bagaglio di una macchina una donna, ma è interrotta dall'infermiera che la rimette a letto proprio prima di vedere il volto dell'uomo. Il giorno dopo quei ricordi si faranno talmente sbiaditi da dubitare se tutto quello che ha visto fosse realmente successo. In città, intanto, Vangie Lewis, vicina di casa della sorella di Katie, si suicida e per Katie è un trauma: era lei la donna che ha visto all'ospedale! Ma Katie è turbata: non sa se quelle immagini sono ricordi o allucinazioni, non sa se era realtà o solo un sogno premonitore. Decide, allora, di indagare su un suicidio così strano: perché mai una donna incinta così orgogliosa del bambino che portava con sé si sarebbe dovuta suicidare?e perché con del cianuro? Le ricerche si fanno sempre più spinte e si arriva a dubitare dello stesso ospedale Westlake Hospital. Le condizioni di Katie però peggiorano di giorno in giorno finché finalmente non decide di fare il tanto aspettato raschiamento che attendeva oramai da due anni, ed è proprio in ospedale che capirà la verità...

La lettura è molto intrigante con continui colpi di scena. Al contrario di altri thriller, la vera suspence non è la ricerca dell'assassino che non è di difficile comprensione; quanto il susseguirsi di colpi di scena che fanno cambiare gli eventi nel giro di poche pagine. Il libro ha, inoltre, lo scopo di far riflettere su alcune tematiche tra cui l'aborto e la fecondazione assistita e ogni genere di sperimentazione su donne in gravidanza. Lo stile è fluido e la narrazione veloce conferiscono al libro il dinamismo che pochi gialli hanno; in conclusione un ottimo libro che consiglio a tutti di leggere, donne e non. Titolo di Bestseller ampliamente meritato.

La Vittima Designata


Il solito Jack Reacher, ex poliziotto militare, girovaga per tutti gli Stati Unit quando Susan Duffy, agente dell'FBI invita Reacher ad aiutarla: una sua agente sotto copertura è scomparsa in una banda di trafficanti di droga. Dopo un primo momento di dubbio Reacher decide di aiutarla e si infiltra nella tana del lupo tramite un finto rapimento del figlio del capo dei trafficanti, ma fare il doppio gioco è sempre pericoloso: da un lato Reacher deve conquistare la fiducia dei trafficanti, dall'altro investigare su di loro mentre è in contatto con l'FBI. Il compito però rivela degli imprevisti e il passato riemerge nel nostro eroe: non sarà solo una missione di ritrovamento, ma di vendetta su Xavier Francis Quiin, un traditore degli Stati Uniti che uccise due agenti di Jack Reacher quando ancora ricopriva la carica di ufficiale nella Polizia Militare. Jack ha la possibilità finalmente di ottenere giustizia e vendetta rischiando la vita in un gioco che potrebbe rivelarsi fatale.

"Grande ritmo, totale suspence e solita buona scrittura di un autore che ormai è diventato una garanzia assoluta" La Stampa sul libro e non si sbaglia. Come ogni creazione di Child il libro è un capolavoro di suspence e colpi di scena intricati nel personaggio di Jack Reacher che racchiude quasi la figura del giustiziere. Un ottimo giallo che conferma il grande successo delle avventure di Jack Reacher,

giovedì 21 ottobre 2010

La Celiachia nell'adulto

più difficile da diagnosticare ma più pericolosa...



La celiachia nell'adulto è più difficile da diagnosticare, sia perché i medici rivolgono le attenzioni ad altre patologia, sia perché i sintomi possono essere di altra natura e infine perché il soggetto può non prendere in nessuna considerazione i piccoli problemi da cui è sempre stato affetto, o per lo meno da molti anni.

Le difficoltà non finiscono qui. La celiachia può, infatti, comparire anche dopo stress dell'organismo di qualsiasi natura: da un periodo di intenso lavoro, a un intervento chilurgico, a una gravidanza o ancora infezioni intestinali ed intensi sforzi prolungati nel tempo. E' per questo che si può "diventare" celiaci anche se non lo si è mai stato: in realtà questi soggetti sono sempre stati predisposti alla malattia, ma è mancata la causa scatenante.

Nell'adulto, come abbiamo detto, i sintomi possono essere diversi dai soliti gastrointestinali quali diarrea e vomito. Solo un mancato assorbimento di acido folico e ferro può essere un campanello di allarme, soprattutto se accompagnati da magrezza e difficoltà a mettere su chili, spesso nascosto dal "metabolismo veloce". Oltre al malassorbimento i sintomi possono non riguardare l'apparato digerente e possono comparire dolori ossei, facilità alle fratture, crampi muscolari, debolezza muscolare, alterazioni della tiroide, apatia, irritabilità, alterazioni cutanee e dermatiti, artriti, epatiti e diabete.

Come si può notare alcuni dei sintomi possono essere anche gravi ed è per questo che è necessario prestare attenzione a tutti questi possibili campanelli di allarme e non sottovalutare la malattia. E nel caso venisse diagnosticata iniziare immediatamente la nuova dieta  per non peggiorare la situazione e alleviare i sintomi fin da subito. 

La celiachia nel bambino


Come già detto, la celiachia si sviluppa solo in presenza dell'agente scatenante, ovvero la gliadina presente nel glutine. La celiachia nel bambino si sviluppa, quindi, quando nella dieta vengono inseriti alimenti contenenti glutine, in generale tra il 7°-8° mese. Tra i sintomi tipici sono vomito, diarrea, irritabilità, rallentamento o arresto della crescita.

In età più avanzata, dopo i 2-3 anni, i sintomi gastroenterologi possono essere meno importanti. Altri sintomi perciò, prevalgono quali dermatiti, ritardi di crescita, celafelee frequenti, anemia, dolori addominali, bassa statura e eccessiva magrezza e scarsa massa muscolare.

Assolutamente da non trascurare, anche nell'età più avanzate; sono i disturbi della psiche quali irratibilità, depressione e apatia

mercoledì 20 ottobre 2010

Celiachia e glutine.

La celiachia, chiamata anche sprue celiaca o malattia celiaca, è un’intolleranza al glutine permanente. Questa intolleranza colpisce circa l’1% della popolazione italiana, tuttavia la poca conoscenza, anche da parte dei medici, e la difficoltà di diagnosi dovuta a sintomi non sempre legati all’attività gastrointestinale fa si che i celiaci diagnosticati in Italia siano circa 100.000. Chiaramente il numero è in netto rialzo poiché anche i medici stanno iniziando a riconoscere i sintomi con maggiore facilità.

La celiachia è quindi l’intolleranza verso il glutine. Ma cos’è il glutine? E’ una componente lipoproteica che si origina da due proteine: la glutenine e la gliadina, proprio l’ultima risulta essere la componente allergica per la persona celiaca. Il glutine è contenuto nel frumento, nell’orzo, nel kamut, nella segale, nell’avena e nel farro; il soggetto celiaco deve, perciò, evitare ogni tipo di alimento che contenga, anche in minima parte, questi cereali o le farine derivate.

Ma cosa provoca questa intolleranza. In sostanza il nostro organismo reagisce all'agente scatenante, la gliadina, riconosciuto come agente pericoloso per l'organismo. Viene quindi attivata la difesa dell'organismo tramite la creazione di linfociti T. L'azione di questi linfociti T causano l'atrofizzazione della mucosa intestinale, inizialmente nel duodeno e nel digiuno e successivamente nell'ileo, rendendo l'intestino del paziente celiaco incapace di assorbire gli alimenti ingeriti. Quanto più il soggetto sarà allergico e tanto più avrà basato la dieta su alimenti contenenti glutine, maggiore sarà il suo grado di malassorbimento che nei casi più gravi provoca diarree, dolori intestinali e marcato sottopeso. Nei casi meno gravi, invece, è causa di stati meno collegabili alla celiachia (e da qui la difficoltà di diagnosi in molti pazienti) che possono essere anemia, infertilità, aborti spontanei e osteoporosi.

Una dieta priva di glutine è perciò l'unica cura per il soggetto celiaco in quanto, eliminando l'agente scatenante della reazione immunitaria del proprio organismo, la gliadina, fa si che i villi intestinali tornino a livelli normali con il conseguente assorbimento dei nutrienti portando il soggetto celiaco a una vita normale.

lunedì 18 ottobre 2010

Niente da Perdere - Lee Child

Ultima avventura in data di tempo di Jack Reacher, ex soldato militare datosi al vagabondaggio quando, finita la guerra fredda, il governo statunitense ha deciso di tagliare fondi e organico alla Polizia Militare.

Nel suo vagabondare, Jack, arriva presso Nel suo vagabondare, Jack, arriva presso due paesini del Colorado: Hope e Despair, due nomi che non sono casuali nella scelta e presto si accorgerà perché: la sua visita a Despair non sarà affatto gradita anche se Reacher avrebbe voluto solo prendere un caffé nell'unico bar della cittadina; verrà, quindi, gentilmente scaricato al confine con la vicina cittadina Hope. Ma Jack Reacher non torna mai indietro, fa parte del suo carattere ed è una sua regola di vita. Inizia a domandarsi perché la cittadina di Despair è così poco incline ai visitatori e decide di indagare affondo grazie anche all'aiuto di Vaughan, poliziotta di Hope, con la quale inizia un rapporto che va aldilà della semplice cooperazione. Insieme i due poliziotti scaveranno nell'omertà degli abitanti di Despair fino a scoprire qualcosa che non potranno più nascondere...ma allora sarà troppo tardi per tornare indietro.

Lee Child è un maestro di gialli, se non avete ancora letto un suo libro questo è il momento giusto per comprarne uno. La sua creazione Jack Reacher incarna tutti quei valori morali che sono stati pian piano dimenticati, ma rappresenta anche la forza e l'astuzia di un detective della polizia militare: un superuomo che non trova più un posto soddisfacente nella società e a cui non resta che vagabondare in tutto lo stato.


"Niente da perdere" è quasi capolavoro nel suo genere, riesce finalmente a riprendere quella tensione che probabilmente era presente solo in "Zona Pericolosa" (sempre con Jack Reacher protagonista) che si era pian piano perduta negli altri libri, seppur ottimi. L'attenzione ai particolari è notevole e alcuni si potranno apprezzare solo dopo aver concluso la lettura. Un libro che è un MUST per gli amanti del genere giallo, realizzato da un professionista del genere che è in grado, avendolo dimostrato più volte, di tenerti incollato all'ultima pagina. "Niente da perdere" diventa quasi un superalcolico da bere alla goccia; se cercate un libro da leggere ogni tanto, allora il libro non fa per voi.

L'occhio del ciclone - James Lee Burke

New Iberia, Lousiana, una giovane donna viene selvaggiamente picchiata, stuprata ed uccisa. Dave Robicheaux, detective di New Iberia, cercherà di catturare il colpevole, ma la strada sarà piena di ostacoli: l'ombra della mafia capeggiata dal boss Baby Feet Balboni, ex compagno di Dave, aleggia sull'omicidio e forse diventerà più di una semplice ombra per Dave. Ma la vera battaglia di Dave è con il suo passato: è vivido il ricordo di un linciaggio a sfondo razzista compiuto trentacinque anni prima a cui è stato testimone in prima persona. I due casi si intrecciano come in una ragnatela, passato e presente si confondono; realtà e sogni danno vita a una realtà difficile da accettare anche per lo stesso Dave. Ad aiutarlo ci sarà Rosie Gomez, agente dell'FBI mandata all'unico scopo di incastrare il boss mafioso Baby Feet Balboni che oramai controlla gran parte dell'economia di New Iberia e il traffico di prostitute.

Il romanzo di James Lee Burke ha un ritmo lento fortemente ricercato grazie all'attenzione ad ogni particolare: dal paesaggio al tempo caratteristico della Lousiana. Questa lentezza del romanzo descrive perfettamente lo stato d'animo del nostro detective che tormentato dal passato doloroso, sembra quasi non saper distinguere la realtà dalla finzione fino al punto di avere delle allucinazioni in pieno giorno; ad amplificare tutto ciò è la narrazione in prima persona. I personaggi secondari non risultano essere affatto banali e tutto ciò rende più reale il racconto così come l'ambiente della città di New Iberia, dove ancora regna la criminalità organizzata e dilaga la prostituzione: ambienti conosciuti dallo scrittore in prima persona.

L'occhio del ciclone non è certo un libro che ti tiene incollato fino all'ultima pagina, e questo a causa dello stile lento e non frenetico che caratterizza molti gialli di successo; tuttavia risulta essere un bel libro che appassiona il lettore e lo spinge a continuare fino alla fine senza alcuna fatica o svogliatezza. Cattura il lettore in maniera del tutto diversa rispetto alla tecnica usata da altri autori; risulta quasi un giallo innovativo se abituati a trhiller dai ritmi frenetici.

sabato 16 ottobre 2010

La Freccia Nera - Robert Louis Stevenson.




Considerato un classico della letteratura internazionale, "La Freccia Nera", è un romanzo storico avventuriero ambientato in un'Inghilterra medievale devastata dalla guerra delle Due Rose. Il protagonista del romanzo è Dick Shelton, giovane coraggioso allevato orfano fin da piccolo da Sir Daniel Brackley, cavaliere al servizio della rosa dei Lancaster. Sir Daniel però non è quello che appare, alle sue spalle meditano vendetta numerosi ribelli rifugiati nelle vicine foreste del castello di Tunstall, che vogliono vendicare i torti subiti dal cavaliere. E proprio Joanna, donzella promessa in sposa a Dick dallo stesso Sir Daniel, scapperà dalla custodia del cavaliere fino ad incontrare lo stesso Dick a cui però, non rivelerà la sua identità. I numerosi eventi che seguiranno vedranno Dick lottare tra sentimento e razionalità, dividersi tra cavaliere e briganti, tra amici e nemici cercando di scoprire la verità e conquistare in matrimonio la propria amata.